Cos’è il polietilene

Il polietilene è uno dei materiali più presenti nella nostra vita quotidiana e costituisce il 40% del volume totale della produzione mondiale di materie plastiche. In altre parole, circa la metà degli oggetti prodotti in quella che genericamente chiamiamo “plastica” è realizzata in polietilene. Da un punto di vista chimico, esso è un materiale plastico di base, ovvero un semilavorato industriale usato come materia prima dalle aziende trasformatrici per realizzare un ampio ventaglio di prodotti finiti, dai più semplici ai più sofisticati.

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La sua struttura è una lunghissima catena (alcune centinania di migliaia) di molecole carbonio-idrogeno. Il polietilene è un derivato dell’etilene, che a sua volta è un prodotto derivato dal processo di lavorazione del petrolio grezzo.

Il processo di raffinazione del petrolio, dal quale si ottengono benzine, gasolio e GPL, dà origine a nafte pesanti. Attraverso un procedimento chiamato cracking, queste nafte vengono trasformate in etilene, che, dopo una serie di processi e lavorazioni, dà vita al polietilene. Produrre il polietilene è anche un modo economicamente efficace ed ecologicamente intelligente di ottimizzare un componente del petrolio, la risorsa energetica più importante.

L’etilene può derivare anche da altre fonti: inizialmente l’etene fu sintetizzato per disidratazione dell’etanolo e per isolamento dal gas di cokeria; benché questi processi siano stati sostituiti da altri, sono oggi ancora in uso in alcune nazioni in via di sviluppo in America del Sud, Asia ed Africa. L’etilene è anche il principale componente del gas di legna, ossia del gas che si ottiene per distillazione della legna in assenza di aria.

Le piante lo producono a partire dall’amminoacido metionina. Per gli organismi vegetali è un ormone che stimola la maturazione.

È presente nei giacimenti di gas naturale; alcuni di essi (principalmente in America) ne contengono fino al 20%.